Cavalese, 14 luglio 1912. Comizio di A. De Gasperi (sul palco a sinistra in piedi) in favore della costruzione della tranvia di Fiemme.
La politica come professione
Tornato stabilmente a Trento, Alcide De Gasperi è un protagonista della vita politica e culturale trentina. Dopo due anni cambia la testata del giornale che dirige, da La Voce Cattolica al più laico Il Trentino, un toponimo che suscita anche le critiche dei nazionalisti tedeschi. È tra i fondatori dell’Unione Politica Popolare del Trentino, diventa consigliere comunale a Trento nel 1909, deputato al Parlamento di Vienna nel 1911 e alla Dieta di Innsbruck nel 1914.

1 settembre 1905, prima pagina della Voce Cattolica
“Ebbene, signori, quello che è nella democrazia il parlamento, è nella cultura la stampa moderna. Il parlamento è l’organo e la palestra della democrazia, la stampa è l’organo e la palestra per la diffusione della cultura. Quando parlo di stampa, intendo in ispecie la stampa quotidiana, il giornale. Ho tutto il rispetto che si conviene per il libro, il volume; ma chi lo usasse o raccomandasse quale organo della diffusione della cultura si troverebbe di fronte al giornale come s’è trovato il piccolo artigiano di contro alla grande industria di oggidì. La stampa quotidiana anzitutto è il canale per il quale si riversa l’immensa colluvie della moderna cultura”.
(Conferenza dal titolo L’evoluzione della cultura e la stampa quotidiana, tenuta a Trento, 17 dicembre 1907

Prima pagina de Il Trentino con la nuova testata, 17 marzo 1906

Trento, 1900-1910

Foto ritratto di A. De Gasperi, 1906.

Vignetta satirica, Il Trentino, 6 maggio 1907, il giorno prima delle elezioni per il rinnovo del Parlamento.

Guida del parlamento austriaco (Das Oesterreichische Abgeordnetenhaus). All’interno una mappa dell’Impero Austro-Ungarico con la distribuzione dei parlamentari, sul retro la pianta del Reichstag, 1911.
“L’ostruzione slovena ha già colpito la comissione del bilancio. […] Nella sala rimangono il presidente della commissione, uno o due rappresentanti del governo, un collega dell’oratore, qualche sentinella, e s’intende l’oratore stesso. […] Egli parla tre, quattro, otto, dieci, tredici ore; ma parla per modo di dire. Infatti apre appena la bocca e, per udirlo, dovete sovente piegarvi e tendere attentamente l’orecchio. Le parole gli escono di bocca a lunghi intervalli, come fossero detti di profonda scienza, da lasciar cadere con parsimonia e gravità sul pubblico che... non ascolta. […] Tutto questo in cinque, diconsi cinque giorni! C’è da ammazzare un cavallo, ma quando la Camera comincia a mangiare, digerisce i chiodi!” (Il Trentino, 18 dicembre 1912)

Interno del Parlamento di Vienna

Pianta del Parlamento di Vienna, con la posizione dei rappresentanti dei partiti
De Gasperi viene eletto per la prima volta il 14 dicembre 1911 nella 46a sessione della Delegazione, che si riunisce a Vienna, e riconfermato l’anno successivo nella 47a sessione, che si convoca a Budapest dal 5 al 22 novembre 1912 e durante la quale viene nominato nella commissione per gli Esteri. Le Delegazioni sono organismi composti dai rappresentanti rispettivamente del Parlamento di Vienna e di Budapest; sono formate da 60 membri ciascuna, di cui 20 eletti dalla camera alta (Camera dei signori a Vienna, e dei magnati a Budapest) e 40 da quella bassa. Ogni legge doveva venir votata a maggioranza in ciascuna Delegazione e ottenere la sanzione del sovrano. Le delegazioni si riuniscono una volta all’anno alternativamente a Vienna e a Budapest, in particolare per votare il budget dei ministeri comuni degli Affari esteri, della Difesa e delle Finanze.
Abbonamento di Alcide De Gasperi ai trasporti ferroviari, 1914.

1914, Dieta di Innsbruck
La tensione politica e militare accumulata in Europa, esplode con una serie di dichiarazioni di guerra a catena nell’estate del 1914. Il Trentino condivide il destino dei sudditi imperiali e dal 30 luglio 1914 viene mobilitato: gli uomini partono per il fronte russo, verso le pianure della Galizia. Molte libertà civili vengono sospese, la stampa censurata.
“L’annunzio brevemente dato ieri, a mezzo della stampa, che stamane, alle 7.30 sarebbe partito un reggimento di cacciatori, composto in gran parte da trentini, ha fatto accorrere alla stazione un’immensità di gente: tutta Trento. E non per vana curiosità di andare ad osservare uno spettacolo; non era desiderio di provare una eccezionale emozione; era invece bisogno cordiale di portare, con la propria presenza, un saluto e un augurio a tanta gioventù partente per chissà dove, a compiere quello che è il dovere di chi è chiamato sotto le armi, specialmente in tempo di guerra”.
(Alcide De Gasperi, Il Reggimento parte…, Il Trentino, 7 agosto 1914.)

Partenza dei soldati a Trento
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