La formazione
Alcide De Gasperi nasce a Pieve Tesino, nel 1881. Il padre è gendarme e la famiglia si trasferisce quando lui è bambino prima a Sardagna e poi a Trento. Con i fratelli e la sorella vive vicino a piazza Duomo e frequenta il liceo ginnasio imperiale della città.

Pieve Tesino, casa natale di De Gasperi
Alcide si iscrive alla Facoltà di Filologia all’Università di Vienna grazie a una borsa di studio. Nella capitale dell’Impero austro-ungarico vive quasi in povertà ma è un periodo molto ricco di incontri e suggestioni politiche. Nel 1901 viene eletto segretario dell’Associazione Universitaria Cattolica Trentina, il suo primo incarico pubblico.
Libretto universitario dell’Università di Vienna, rilasciato il 5 ottobre 1900.

Vienna, 1901. Tredici studenti in posa con copricapo con la sigla dell'Unione Accademica Cattolica.
Il primo da sx seduto è Alcide De Gasperi. Sullo sfondo, appesi alla parete, gli stemmi di Trieste (lancia di San Sergio) e di Trento (aquila di San Venceslao).
Per i cattolici austriaci è un momento di grande fermento, Vienna è amministrata dal partito cristiano sociale. De Gasperi inizia a collaborare con la rivista Reischspost, iniziando la sua professione di giornalista. A Vienna, De Gasperi costruisce la sua personalità e si confronta con un ambiente culturale dal quale prende talvolta le distanze.
“Chi osserva da lontano la vita pubblica del Trentino e prende in considerazione solo il superficiale movimento politico-nazionale della borghesia e non le correnti sotterranee del popolo, non sarà in grado di farsi un giusto giudizio del paese. […] solo dopo aver raggunto l’indipendeza economica era stata data al nostro popolo la possibilità di comprendere e di praticare la democrazia in senso cristiano”.
(A. De Gasperi, Lavoro cristiano-sociale nel Sudtirolo italiano, Richspost, 1 gennaio 1904)

Trento, inizio Novecento. Personalità del mondo cattolico trentino.
La minoranza di lingua italiana che vive nell’Impero Austroungarico chiede un’Università dove si possano seguire le lezioni in italiano. Il dibattito è acceso e la richiesta non sarà esaudita. Nel 1904 si organizzano a Innsbruck delle conferenze in lingua italiana ma gli universitari nazionalisti tedeschi impediscono con la violenza che vengano realizzate. De Gasperi è nella città, vive in prima persona quelle ore e viene anche arrestato, insieme a molti altri studenti.
“Io con uno spintone fui gettato a terra nel portico; là accanto a me scorsi un altro studente che perdeva sangue dal capo. Rialzatomi in fretta, per non venire calpestato, venni ad urtare colla mano la schiena d’un altro; me la sentii invadere da un tempore; era insanguinata; il poveretto era stato ferito al collo da una sciabolata”.
(A. De Gasperi, Episodi della notte del 3-4 novembre (narrati da un testimone oculare), La Voce Cattolica, 21 novembre 1904)

Trento, 1904. Studenti trentini reduci dai “Fatti di Innsbruck” dopo la scarcerazione.
Il secondo da sinistra è Alcide De Gasperi, il secondo da destra è Cesare Battisti.
“Alcuni episodi varranno certo a meglio mettere in luce la criticissima situazione in cui ci trovavamo in quella notte indimenticabile; episodi che io narrerò naturalmente senza far nomi, per ragioni che ognuno facilmente comprende. Allorché le guardie incominciarono a sciabolare gli studenti (italiani, è sottinteso, perché quelli tedeschi si trovavano tutti raccolti nelle loro sedi ad aspettare l’esito della lotta) si dovette pensare a ritirarsi nei due vicini alberghi. I più entrarono alla «Rosa» e tra questi gli ultimi delle file, sempre inseguiti e percossi dalle guardie. Io con uno spintone fui gettato a terra nel portico; [...] Mentre sul corridoio dell’ultimo piano una quarantina di studenti passeggiava su e giù in preda alla disperazione, udendo partire dal basso dell’albergo grida frenetiche di herein, herein! un tedesco, approfittandone, salì pian piano con una sedia ed allo svolto del muro la lanciò contro uno studente, che ebbe una larga ferita alla testa, e poi giù in fretta. Bell’eroismo davvero! Ed ora lascio la penna, altrimenti non terminerei più; credo però che quanto ho detto basti per darne un’idea; certo il mezzo mese di carcere fu un soggiorno di rose in confronto alle poche ore di tormenti di quella notte funesta. a.”
(A. De Gasperi, Episodi della notte del 3-4 novembre (narrati da un testimone oculare), La Voce Cattolica, 21 novembre 1904)

Sei uomini in posa. Il quarto da sinistra è Alcide De Gasperi, l'uomo seduto è Celestino Endrici, vescovo di Trento dal 1904 al 1940.
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