Milano, 1946. A. De Gasperi parla alla folla dal palco in piazza Duomo.
Gli anni della ricostruzione italiana
Dopo quasi vent’anni di isolamento, De Gasperi ritorna alla politica. Dalla clandestinità delle prime riunioni alla fondazione del partito della Democrazia Cristina, l’esperienza maturata prima della dittatura trova un nuovo protagonismo nella Repubblica. È il Presidente del Consiglio della ricostruzione, ricopre questa carica ben sette volte dal 1945 al 1953.

Firenze, 1948. Comizio di A. De Gasperi sotto la Loggia dei Lanzi in piazza della Signoria.
In Europa
“Sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me”: così De Gasperi sintetizza la posizione dell’Italia nel suo intervento alla conferenza internazionale di Parigi nel 1946. Negli anni seguenti il progetto europeo apre scenari nuovi, di pace e collaborazione. Nel 1951, partecipa a Santa Margherita Ligure all’incontro bilaterale Italia-Francia, che segna la conciliazione tra i due Paesi; partecipa a Parigi alla fondazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA). L’anno successivo firma, insieme a Francia, Repubblica federale tedesca, Belgio, Lussemburgo e Olanda, il trattato esecutivo della Comunità europea di difesa (CED).
I viaggi negli Stati Uniti d’America
L’avvicinamento agli Stati Uniti d’America è fatto di momenti simbolici, e le navi cariche di grano che arrivano a Napoli, dopo che De Gasperi ha convinto la United Nations Relief and Rehabilitation Administration (Unrra) a dirottare in Italia navi cariche di cereali dirette verso l’Inghilterra, è il più importante. Nel 1947 con la figlia Maria Romana compie un viaggio diplomatico a Washington, Chicago e New York. La guerra fredda incombe, e il governo di De Gasperi nel 1949 definisce la sua scelta di campo con l’adesione al patto atlantico (NATO). Quando torna negli USA nel 1951, viene accolto dal presidente americano Truman.
Trentino
Il 5 settembre 1946, nel contesto internazionale della Conferenza di Pace di Parigi, De Gasperi firma con il Ministro degli esteri austriaco Gruber l’accordo che definisce la tutela della minoranza di lingua tedesca nell’ambito dell’autonomia regionale del Trentino-Alto Adige. Il documento è fondamentale per il futuro della regione, è il risultato delle posizioni delle potenze vincitrici che non vogliono modificare il confine tra Italia e Austria, ma temono per la popolazione sudtirolese, che aveva subito la politica di nazionalizzazione forzata attuata dal regime fascista. L’Unione Sovietica, molto più preoccupata dalla frontiera orientale (Trieste), sostanzialmente si disinteressa della questione.
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